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L’artigiano del terzo millennio

La storia di Antonello Balestrieri. Dallo Yorkshire alla Sapienza, un cammino di studio e di lavoro fino alla creazione, con i suoi amici, di Thingarage, startup innovativa nel settore della 3D printing.

 

Si sente sempre più parlare di artigiani 2.0, imprenditori capaci di utilizzare le nuove tecnologie per creare valore, inventando nuovi oggetti e dando vita ad imprese innovative. Ecco, Antonello Balestrieri con la sua startup Thingarage , è senza dubbio uno di loro, un maker.

Oggi trentaduenne, Antonello è il secondo di tre figli di una famiglia angloitaliana. La mamma è di Leeds, il papà di Napoli. Lui cresce tra le verdi incantevoli colline dello Yorkshire, ma – a differenza di tanti coetanei che dall’Italia si trasferiscono in Inghilterra per studio o per lavoro – lui torna nel Belpaese e si va a diplomare all’Istituto Tecnico Commerciale per Geometri di Cassino.

È affascinato dall’arte e dal design. Si iscrive all’università, ingegneria civile. Ma dopo pochi mesi cambia strada. Sceglie così Architettura e Arredamenti degli Interni presso l’Università La Sapienza di Roma.

E sarà la sua fortuna.

Antonello studia e lavora. Per un certo periodo, fa la spola tra Italia e Inghilterra, lavorando nell’area “hospitality” delle gare di superbike. “Il fratello di mia madre aveva creato una scuderia tutta sua, la Dienza Performance. E’ stata una bellissima esperienza. Ti sembrerà strano, ma proprio durante una di quelle giornate frenetiche passate al paddock, sono rimasto come ipnotizzato davanti ad una immagine tridimensionale che avevo visto riprodotta in uno dei furgoni parcheggiati fuori il box della scuderia”.

Terminata l’università, Antonello inizia a collaborare con diversi studi di architettura. “Essere capace di creare spazi a misura di uomo è incredibile. Se un uomo entra in un ambiente e ne esce affascinato, è grazie all’armonia che siamo in grado di creare al suo interno. Tra i lavori che ricordo più volentieri – ci racconta –  l’innovativa progettazione degli interni di una barca di 60 metri. Così particolare che una rivista greca di settore ha deciso di pubblicarla”.

Il processo che serve per arrivare a concludere un progetto commissionato da grandi imprese è tuttavia lungo e faticoso. “Nel Natale del 2012 ero un po’ stanco e scoraggiato. Troppi mesi passati tra riunioni ed incontri prima di portar a termine un lavoro”. Antonello sogna un’impresa tutta sua. Ma come fare?

Decide di condividere l’idea con gli amici. E trova la strada giusta. Valentina Lauro, oggi uno dei soci della sua azienda, con le sue competenze informatiche collabora alla realizzazione di una piattaforma per la modellazione tridimensionale. Si aggiungono ben presto altri collaboratori: Carlo Tomei e Antonio Tiseo.

Il sogno di impresa diventa realtà appena un anno dopo. Nasce Thingarage.

“Con la startup partecipiamo e vinciamo una competizione organizzata da Filas, il “Filas Fame Award” ed iniziamo un percorso di accelerazione presso Luiss EnLabs”.

Tempo pochi mesi e la piattaforma è on line, offrendo un servizio di progettazione e fabbricazione digitale on demand. “In pratica, spiega Balestrieri, mettiamo a disposizione delle imprese soluzioni per la progettazione personalizzata attraverso il crowdsourcing ma anche produzione e protipazione grazie alla stampa 3D”.

Le aziende che hanno bisogno di idee per creare nuovi prodotti, possono lanciare un contest sul sito di Thingarage e selezionare la migliore idea, destinando un premio al vincitore. Durante il contest l’impresa può interagire direttamente con i designers dando indicazioni sul lavoro atteso. Alla scadenza del contest, l’azienda sceglie il design che preferisce ed ottiene i disegni tecnici e i modelli 3D precedentemente caricati sulla piattaforma. Una volta ottenuti i modelli 3D, l’impresa può richiedere la realizzazione del prototipo e l’ingegnerizzazione dello stesso a Thingarage, che provvede allo studio di fattibilità e alla realizzazione del prototipo mediante l’uso della tecnologia della stampa 3D.

L’azienda è iscritta nella sezione speciale della Camera di Commercio come startup innovativa ed ha avviato con BIC Lazio un percorso che prevede la creazione di un network di imprese innovative.

In occasione di una tavola rotonda rivolta al mondo dell’architettura sul tema della modellazione finalizzata alla stampa 3D, l’idea della Thingarage ottiene un grande consenso, al punto che la Platek, che aveva sponsorizzato l’iniziativa, decide di lanciare una competizione sulla sua piattaforma.

“Da quel momento abbiamo promosso una decina di contest. Sono particolarmente orgoglioso di uno, il 3DPRINTforAID, una competizione a scopo benefico lanciata per far capire al mondo cosa si può fare con la stampa in 3D nei Paesi in via di sviluppo. Un design contest pensato per superare l’idea che il 3D printing debba rispondere solo a logiche di mercato”.

Una iniziativa inedita e utile, che testimonia come l’innovazione legata alla stampa tridimensionale non sia solo business, ma può avere risvolti anche nel campo della solidarietà

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